Italian poem
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino (Lucas)
by Angelo Poliziano (1454–1494)
I’ MI trovai, fanciulle, un bel mattino Di mezzo maggio in un verde giardino. Eran d’intorno vïolette e gigli Fra l’erba verde, e vaghi fior novelli, Azzurri, gialli, candidi e vermigli: Ond’io porsi la mano a côr di quelli Per adornar i mie’ biondi capelli E cinger di grillanda il vago crino. I’ mi trovai, fanciulle . . . Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo, Vidi le rose e non pur d’un colore: Io corsi allor per empier tutto il grembo, Perch’era sì soave il loro odore Che tutto mi senti’ destar el core Di dolce voglia e d’un piacer divino. I’ mi trovai, fanciulle . . . I’ posi mente: quelle rose allora Mai non vi potre’ dir quant’eran belle: Quale scoppiava dalla boccia ancora; Qual’erano un po’ passe e qual novelle. Amor mi disse allor: ‘ Va’, co’ di quelle Che più vedi fiorite in sullo spino. ’ I’ mi trovai, fanciulle . . . Quando la rosa ogni sua foglia spande, Quando è più bella, quando è più gradita, Allora è buona a mettere in ghirlande, Prima che sua bellezza sia fuggita: Sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita, Cogliam la bella rosa del giardino. I’ mi trovai, fanciulle . . .