Versos Italian Cecco Angiolieri LXXXVIII - Qual è senza danari 'nnamorato

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LXXXVIII - Qual è senza danari 'nnamorato

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Qual è senza danari ’nnamorato faccia le forch’e ’mpicchis’elli stesso, ch’e’ non muor una volta, ma più spesso, che non fa que’ che del ciel fu cacciato. E io, tapin! che, per lo mi’ peccato, s’egli è nel mondo Amor, cert’i’ son esso, non ho di che pagar potesse un messo, se d’alcun uom mi fossi richiamato. Dunque, per che riman ch’i’ non mi ’mpicco? ché tragg’un mi’ penser ch’è molto vano: c’ho un mi’ padre vecchissimo e ricco, ch’aspetto ched e’ muoi’ a mano a mano; ed e’ morrà quando ’l mar sarà sicco, sì l’ha Dio fatto, per mio strazio, sano.