Versos Italian Cino da Pistoia A che, Roma superba, tante leggi

Italian poem

A che, Roma superba, tante leggi

by (1270–1336)

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A che, Roma superba, tante leggi Di senator, di plebe, e degli scritti Di prudenti di placiti e di editti, Se ’l mondo come pria più non correggi? Leggi, misera te!, misera, leggi Gli antichi fatti de’ tuo’ figli invitti, Che ti fêr già mill’Affriche et Egitti Reggere; et or sei retta, e nulla reggi. Che ti giova ora aver gli altrui paesi Domato e posto ’l freno a genti strane, S’oggi con teco ogni tua gloria è morta? Mercè, Dio! chè miei giorni ho male spesi In trattar leggi, tutte ingiuste e vane Senza la tua che scritta in cor si porta.