Italian poem
Sola
by Elena Aganoor (1852–1912)
Sola, tu dici; a te pare un deserto questa sala ov'io son con mille e mille; tra quest'ombre agli inconsci occhi coperto, un fuoco serba vivide scintille.
Forte accalora quanto più è segreto, arde e s'addoppia quanto più è nascosto, e a poco a poco ogni angolo fa lieto, e a poco a poco illumina ogni posto.
Tendo le ciglia e nella notte io vedo, tendo gli orecchi e bei silenzi ascolto, non alle cose trapassate io riedo, ma riede a me quanto è ad altrui sepolto.
Voci amanti m'incuorano, saluti d'ignoti al mondo, a me cari e alle Muse, volti agli inetti eternamente muti, labbra per sempre ai negligenti chiuse.
Là nel fastidio delle vie frequenti e in mezzo all'urto delle turbe, e ai rudi reclami, e alle perenni ansie, e alle urgenti cure, o fra stolte ebbrezze o fra i tripudi,
sola tu, o non intesa anima! Sola ove pieno è clamor, ma vuoti e privi sono i cuori, le menti e la parola; sola, tra le fuggenti ombre dei vivi.