Versos Italian Emilio Praga A Vittor Hugo

Italian poem

A Vittor Hugo

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Per le fuggenti voluttà dell’anima, Per questa lotta acerba, Per l’Ideal che inseguo, e per le lagrime Che Iddio mi serba;

O giovinezza che già muti nome Una pura armonia spirami ancora, Un inno alato; Pria che il verno dal cor salga alle chiome, Prima che tutta la mia bionda aurora M’abbia lasciato!

Dammi per poco ancor la vaga aureola Che han presa i disinganni; Il coraggio, la fede, e le vertigini De’ miei vent’anni!

Fammi ancor bello, fammi ancora buono, Come nei lieti dì che il cor sbucciava Dai primi versi; Toglili al buio ove sepolti sono, E un inno sol redimerà la ignava Vita che persi!

Inno, inno santo, e varcherai l’oceano! L’amor che ti conduce Guida dritti gli augelli alle piramidi; È amor di luce!

Vola allo scoglio ove l’Eterno innonda Di tempeste, di azzurri, e di visioni L’uom dell’esiglio; E nel nimbo fatal che lo circonda L’affetto immenso, e la pietà deponi Di un altro figlio!

Sarà’ il canto di un cieco, e sarà l’obolo Di un mesto poverello; D’un che assetato vuol lasciare all’oasi Il suo fardello;

Ma, come al cenno di un amante antico, L’uom dell’esiglio, il chèrubo, il profeta, Il patriarca, Si farà incontro al pellegrino amico; A lui che ignoto e trepido poeta Orando sbarca.

Noi gli direm: siam nati ove trescavano I despoti stranieri; E ci sentimmo intemerati e liberi Ne’ tuoi pensieri!

Noi gli diremo: abbiam sognato tanto, Cittadini del mondo, e al dubbio infitti Dell’avvenire; Abbiam veduto agli alleluia accanto Gli infiniti sospir dei derelitti A Dio salire;

E una canzone di speranze impavide Ci ha volti al firmamento; E chi ci guida ancora in mezzo ai triboli È il tuo concento!

Noi gli diremo: additaci la pietra Ove la bella tua defunta giace Presso lo sposo; Cui, nell’insonnia, sulla casta cetra Delirando, il tuo sacro invoca pace Genio pensoso!

Deh quella pietra, quella pietra additaci, Padre di tutti noi!... Per le croci comuni e la memoria Dei baci suoi!

Noi vi porremo un fior che non ha nome Fra quanti il cimitero ha vagheggiato;

Candido fiore Tolto all’allôr delle tue bianche chiome, Del nostro pianto asperso, e profumato Sul nostro cuore!

Inno, inno mio, vola per l’ampio oceano! L’amor che ti conduce Guida dritti gli augelli alle piramidi; È amor di luce!