Italian poem
Che guardi, e pensi, Pellegrin divoto?
by Enea Antonio Bonini (?–1800)
Che guardi, e pensi, Pellegrin divoto? Questo è avello d’Antonio, e sono questi Di lui gli alti prodigi, e manifesti, Che appesi stanno al sacro tempio in voto. Guarda: quei son navigli, ch’Austro e Noto A franger dal lor rege invan fur desti, Quei sono i naviganti afflitti e mesti, Questo è un nocchier, che sta confuso e immoto. Guarda quanti a perigli e a morbi tolse, Quanti a maligni spirti! oh quanti a morte! Vè quanti lacci, e quanti ne disciolse! Guarda quella di gravi anella attorte. Catena infranta! Una al mio piè ne sciolse, Ben mi ricordo: ahi quanto era più forte!