Italian poem
Alba
E sia così!--Sul nostro capo un altro Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo Agli antipodi!--A tutti la nojosa Catena della vita; a tutti, grami E possenti, la uggiosa vicenda Del cibo e delle vesti!
Un'alba ancora!
Pallida luce del lontano oriente, Sia tu di nebbie apportatrìce o nunzia Di lieto sol; abbia tu rose al crine O di pioviggin umida ne venga, Nulla ti chieggo!...
I desiderii miei Non han confine, e, novello Epulone, In questo inferno, ove innocente caddi, Io mille volte vo' morir di sete Pria di volgermi a te pietosamente Mendicando una gocciola!
Ahi!... D'Abramo Più ancor spietata, a me,--che nulla chieggo-- Un balsamo fatale, alba, tu imponi!
L'illusïon m'imponi e la speranza, Che renderan più amari i disinganni; E illumini le carte, ov'io favello Con me stesso; ed aggiungi un altro filo A questo cencio, a questa ragnatela Del mio futile orgoglio; e mi conforti Di sublimi parole:
"All'opra!... Avanti! "Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o pöeta, "La luce e il moto!... A te l'immenso dono "Di qualche centinajo di minuti!!..."
Vecchia megera, sfinge imbellettata, Scialba carogna rizzata sui trampoli, Dal ghigno sterëotipo e dai mille Fronzoli in similoro,... ad altri narra Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono Che non dà nei tuoi lacci!
"All'opra! All'opra! "Al lavoro!..."
E tu intanto, oscena arpia, Mi pagherai col rabescar di rughe Il mio sembiante; col pelarmi il cranio; Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,-- Il gel dell'agonia!...
Nulla ti chieggo Alba!... No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso Per maledirti, quanto umanamente È dato maledir!... Ora ai tuoi vezzi Presti fede chi vuole!... Io m'addormento!