Italian poem
Daìra
Piove Dal ciel soltanto un'armonia di raggi, Che sembran sguardi lunghi e sfavillanti Di voluttà infinita....
JER. (a Nabuco)
Or, dunque, torna Alla tua casa, e in agape gioconda Le membra riconforta; indi, allorquando Il pianeta Ixïon volger vedrai Verso occidente (indizio che la notte Del suo cammin giunse a metà) alla torre Più alta di Babele in vetta sali E ai quattro venti grida: «O Dio ti sfido!» E arditamente nelle stelle affisa L'occhio dominatore; e, in te raccolto, Nel glauco ciel l'anima tua sospingi. Oh, non temer! Dell'infinito anch'esse Sono schiave le stelle! E, quando vinte Dell'infinito tu le leggi avrai, Ne avrai facil vittoria, chè tu stesso Diverrai l'infinito!...--Allor dell'aquila L'estasi eccelsa avrà l'anima tua L'aria fendendo; e le parrà guizzare Attraverso un giardin, dai luminosi Immani fior sospesi su un abisso Senza limiti;... e, lieve come piuma, Anche il tuo corpo s'alzerà da terra!...
NABUCO.
O speranza!... O delirio!
JER.
Va! T'affretta! È in te la febbre dei profeti!...
NABUCO (farneticando)
O cielo Tu sarai mio!... Come la terra trema Dinnanzi a me, tremeran gli astri!... Un solo Signore avranno terra e ciel: Nabuco! Un nome solo echeggierà nel vasto Glauco infinito, un nome sol: Nabuco! Eterno io solo!.... Io solo, Iddio!... La mia Forza legge soltanto!... Io solo, io solo, Dispensator di vita e morte!--Ah, sento Che il soffio è in me dell'universo, e l'alba Doman non spunterà s'io non lo voglio!
(si allontana rapidamente)
DAÌRA (a Jeroboàm)
Ah, giusto fu nel maledirti l'Jéova Che adori tu!...--Ch'egli dannar ti possa Eternamente a viver schiavo e cieco!
(Segue Nabuco.--Sulla soglia della capanna compajono Argiasp e Zala, che muovono verso Jeroboàm).