Versos Italian Ferdinando Fontana Il Dì Dei Morti

Italian poem

Il Dì Dei Morti

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Quest'oggi il calendario Segna il giorno dei morti, Il giorno in cui gli scheletri Han mistici conforti, Ed io, seguendo il popolo Come sopra pensiero, Mi trovo al cimitero Fra i cippi a vagolar. Qui tra le mute lagrime Delle madri dolenti, Tra gli ipocriti gemiti Degli eredi parenti, Tra i fiori che inghirlandano I cippi biancheggianti, Rovistando i sembianti, Comincio a meditar.

Chi mi disse che il fùnebre Campo, ov'io sono, ispiri Pensieri melanconici, Desolanti deliri? Chi mi disse che incutono Disinganni e paure Le mille sepolture Che stan dinanzi a me? Qui, dove gli altri parlano D'incompresi destini; Qui, dove gli altri perdonsi In mar senza confini; Qui, dove tutti fremono D'indicibil terrore, A me si spegne in cuore Ogni bugiarda fè.

Sulle zolle che atteggiansi A smaglïanti ajuole, Tra i fiori, che si volgono Desiosi ai rai del sole, Della Morte io non veggio La larva ischeletrita; Non la Morte, la Vita, O miei fratelli, è qui!... La Morte!... Che significa Questa strana parola, Che fa sgomento ai timidi E che i forti consola? La Morte!... Chi mi scioglie Questo fatal segreto, Che al cèrebro d'Amleto Il dubbio suggerì?

È la Morte una fisima Delle pusille menti! Se nacquer dai cadaveri L'erbe ed i fiori olenti, Se i vermi ha fatto nascere La carne imputridita, La forma, e non la vita, D'esistere cessò!... L'operosa materia Convien che a sè ritorni; La Morte è legge assidua; Noi moriam tutti i giorni! Noi moriam, trasformandoci Da bimbi in giovinetti! Noi moriam cogli affetti Che il nostro cor provò!

Perchè cercar nell'anima Le fede e la speranza? Perchè cercar nell'anima La postuma esultanza, Se scioglier la materia Ci può il fatal problema, Se il mistico pöema Essa cantar ci sa? Essa, l'eterno simbolo; Essa, l'eterna Dea; Essa, da cui germogliano E l'albero e l'Idea; Essa che dà alle indagini I responsi più esatti, Che non i sogni astratti Delle trascorse età!

Che v'importa dell'anime Dei figli trapassati, O padri, sovra i candidi Sepolcri inginocchiati? Via!... Chiudete l'orecchio Ad una sciocca turba, Che il pensier vi conturba Con sogni di terror! I vostri figli vivono; Sono raggi di sole, Son glebe, son garofani, Son aria, son vïole; Voi, pregando sugli umidi Fiori o sui secchi dumi, Ne aspirate i profumi E vivete con lor.

Oh!... Dite ai mille ipocriti Dalle fisime strane, Che noi, togliendo l'anima Alle credenze umane, Non vi togliamo il balsamo Delle memorie pie, I canti e l'armonie Che sanno consolar! Credete alla Materia Per creder nell'Eterno; Il Bene e il Mal sussistono; Ecco il Cielo e l'Inferno! Religïon purissima È la Scienza, la luce Che gli uomini conduce Ad amarsi e pensar.