Versos Italian Ferdinando Fontana Mors Tua, Vita Mea

Italian poem

Mors Tua, Vita Mea

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Era un uomo sensibile; dicea Che tutto vive d'una vita arcana; Che, come il bruco, si forma l'idea; Che non è sola l'esistenza umana.

E predicava ai bimbi e ai giovinetti Di rispettar gli steli delle rose, I nidi delle rondini, e gli insetti, E le sementi, e gli uomini, e le cose.

Poi, meditando l'incessante guerra Che la fame crudel move ai men forti, E pensando che ognun semina in terra Ad ogni passo migliaja di morti,

D'infinita pietà pianse angosciato, E, i cibi rifiutando alla natura, In un angol tranquillo del crëato S'adagiò, come morto a sepoltura.

Là, rivolgendo gli occhi moribondi Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini, Vide la vita di novelli mondi, La strana vita d'esseri piccini.

Vide un bruco, due ragne e un capinero, Il bruco, rosicchiando un'erba-menta, Rotava in essa, senza alcun pensiero, Il pungolo, che sfibra e che tormenta.

E poi che sazio, in estasi bëate Levava il picciol capo verso il sole, Le ragne da una foglia arsa sbucate, Si divisero il bruco nelle gole.

Le due comari, del bottino liete, Facevan l'una all'altra i complimenti, Quando, piombando dal vicino abete Il capinero, li mutò in lamenti.

Nel giallo becco ei se le prese entrambe Trillando gajamente: Il colpo è bello!... --L'uomo sensibil balzò sulle gambe, Stese la mano... e si mangiò l'uccello.

Luglio 1876.