Italian poem
Nabuco
Il tuo nome Rammento.--Un dì, quando la prima volta Soggiogai la Giudea, chiedendo pace Con altri di tua setta a me venisti. Quì schiavi, fin da allor, trarvi potevo; Ma, affascinato dalla luce arcana Dell'intelletto vostro, a voi lasciai E vita e libertà, tenue tributo Imponendovi ogni anno. Indi all'Egitto Rivolsi l'armi.--Or ben qual fu la fede Che mi serbaste?--Voi poneste a morte Chi, in nome mio, raccogliere dovea Il tributo promesso, e me assaliste Alle terga. Ma invan!... Vinti gli Egizî, A voi tornai;... e, allor, pietà non ebbi.
JER.
Noi trucidammo il messo tuo, che insulti Lanciava al Tempio; e i tuoi guerrieri, a mille, Trucidarono a noi donne e fanciulli! Ascolta!... Ascolta!... A me crescea d'intorno, Come campo di spiche rigoglioso, Una vasta famiglia. Eran canzoni Di robusti pastori; erano nenie Di belle madri dal rigonfio seno; Eran trilli di bimbi, a me avvinghiati Nell'impeto talor di affettuosa Festività infantil, sì ch'io sembravo Grappolo enorme dagli acini lieti Riboccanti di succo!...--Io non li vidi Perir pugnando i miei gagliardi figli, Ma, morti, a me furon recati!... Vidi, Ahi, vidi, sì, sotto ai miei occhi, preda Dei tuoi soldati, le mie donne, urlando, Invocare la morte, e benedirla Quando, dal petto lor, col sangue e il latte, Dalle larghe ferite uscia la vita E l'ignominia era compiuta!... E vidi I miei bambini palpitar sbranati A me dinnanzi.... E udii l'orrendo schianto Delle piccole teste alle pareti Fra le risate.... E mi sentii sul volto, Sangue del sangue mio, mia carne istessa, I cerebri schizzarne!... Ah, tanto io piansi Da quel tremendo dì, che gli occhi miei Più lagrime non han,... non han più luce!
NABUCO (ironico)
Dio vendicò quel dì gli Amaleciti!
JER. (con grande impeto)
Sul capo tuo cada il lor sangue e il nostro! Iddio giudicherà!