Italian poem
Superbo cuor sotto un aspetto umile
by Francesco Beccuti (1509–1553)
Superbo cuor sotto un aspetto umíle senza molto cercar spesso si trova, ma che superbo aspetto un cuor gentile nasconda è cosa inusitata e nova; e quanto piú è, quel, brutto esempio e vile, tanto piú bel quest’altro in voi si prova; ché celate ad ognun con vista altiera pura umiltade e gentilezza vera. E come a un volto falsamente pio tosto ne le sue reti ognun trabocca, cosí l’altiera fronte ogni desio frena, quando di voi pensier gli tocca; ma chi vi vede poi, come vid’io, in sí dolci parole aprir la bocca, resta pien di vergogna e pentimento d’essere stato a darvi ’l cuor sí lento. Ed io n’avrei vermiglio ancor l’aspetto, se fossi stato a darvi ’l mio piú tardo; ma pur, e troppo contra ogni disdetto, incominciò quel fuoco ond’io tutt’ardo; e portato l’ho chiuso entro nel petto, spaventato dal vostro orribil sguardo: or che vegg’io sotto contrario velo non pensata umiltá, piú non vel celo. Ma chiusa fiamma, ond’ha il dolor piú vivo, chiuder non posso in cosí breve foglio: se qui notassi quel ch’in cuore scrivo, io farei di pietá rompere un scoglio. Dunque se ’l vostro bel lume visivo cerca parte saper del mio cordoglio, legga nel volto, del mio cuore speglio, né può vederlo in altre carte meglio. E s’ivi scritto apertamente vede un cuor non finto in gentil voglie acceso, un servir pronto, un’amorosa fede, un desir sempre a l’onor vostro inteso, quando talor il luoco e ’l tempo il chiede, non mi sia ’l guardo e ’l bel parlar conteso; queste due cose chieggio e non piú innanti, ultima speme de’ cortesi amanti.
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