Italian poem
Il divin cibo mi sarà, dicea
by Francesco Maria Lorenzini (1680–1743)
Il divin cibo mi sarà, dicea La Vergin sagra sul morir, negato? Dicea, lassa!, col cuore innamorato, Che con la lingua tanto non potea. Deh, Signor, sospirando soggiungea: Nuovo a Te valico aprir non è vietato; Vieni, ecco il petto, aprimi il manca lato, E la fiamma del sen tempra, e ricrea. Piacque al celeste Sposo il bel desìo, E penetrolle, aperto il fianco, al cuore, E quindi unito alla bell’Alma uscìo. Morte, di lei tu non avesti onore, Ch’ella non morì già, ma si partìo Dal suo bel vel per nuov’arte d’Amore.