Italian poem
Il mio adversario in cui veder solete
Il mio adversario in cui veder solete gli occhi vostri ch’Amore e ’l ciel honora, colle non sue bellezze v’innamora piú che ’n guisa mortal soavi et liete.
Per consiglio di lui, donna, m’avete scacciato del mio dolce albergo fora: misero exilio, avegna ch’i’ non fôra d’abitar degno ove voi sola siete.
Ma s’io v’era con saldi chiovi fisso, non devea specchio farvi per mio danno, a voi stessa piacendo, aspra et superba.
Certo, se vi rimembra di Narcisso, questo et quel corso ad un termino vanno, benché di sí bel fior sia indegna l’erba.