Italian poem
Sonetto XV
L' avara Babilonia ha colmo 'l sacco D' ira di Dio, e di vizi empi e rei, Tanto che scoppia ; ed ha fatti suoi Dei, Non Giove e Palla, ma Venere e Bacco. Aspettando ragion mi struggo e fiacco : Ma pur novo soldan veggio per lei, Lo qual farà, non già quand' io vorrei, Sol una sede ; e quella fia in Baldacco. Gl' idoli suoi sarano in terra sparsi, E le torri superbe, al Ciel nemiche ; E suoi torrier di for, come dentr' arsi. Anime belle e di virtute amiche Terranno 'l mondo ; e poi vedrem lui farsi Aureo tutto e pien dell' opre antiche.
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