Italian poem
Sonetto XXII (PIù di me lieta non si…)
PIù di me lieta non si vede a terra Nave dall’onde combattuta, e vinta, Quando la gente di pietà dipinta Su per la riva a ringraziar s’atterra; Nè lieto più del carcer si disserra Chi ’ntorno al collo ebbe la corda avvinta, Di me, veggendo quella spada scinta Che fece al signor mio sì lunga guerra. E tutti voi ch’Amor laudate in rima, Al buon testor degli amorosi detti Rendete onor, ch’era smarrito in prima. Che più gloria è nel regno degli eletti D’un spirito converso, e più s’estima, Che di novantanove altri perfetti.
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