Italian poem
Non già Salvestro, ma Salvator mundi
by Franco Sacchetti (1332–1400)
Non già Salvestro, ma Salvator mundi, Che salvo hai fatto con nobil savere La patria tua, che ’nferma a giacere Era già presso su gli estremi pondi; Giusto Catone che ’n virtù abbondi Ciascun uom saggio ti potrà tenere, Levato avendo a’ perversi il potere, Facendo i buoni nel viver giocondi. Nuovo Fabrizio, ben hai fabbricato, In un punto acquistato hai cielo e terra, Là glorïoso e quaggiù onorato. Quanti tapini hai tratti d’aspra guerra! Chi con la gonghia e chi imbavagliato Non potean dire o far ben di sua terra. Monchi ed attratti, sordi zoppi et orbi, Tutti hai sanati da diversi morbi.