Versos Italian Gabriele D'Annunzio Diana inerme

Italian poem

Diana inerme

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Quando a ’l mattino il Sol gode tra li alberi con aurea bocca attingere il fior de l’acque, ridono i miracoli de la luce ne ’l mobile

specchio. Ed i cervi, a cui ne li occhi il fascino sta de le solitudini natie, sazi de ’l pascolo, su ’l limite scendono in torme a bevere.

Or le cervine imagini e le arboree tremano a ’l fondo in pendula corona: s’ode ne la pace il crépito de le lingue che lambono.

E, poi che lievi l’aure sopra giungono, i mammiferi timidi ergono il muso ne l’inquietudine, grondanti da le fauci.

Passano lievi per la selva l’aure. Sospiran come celere li alberi a torno, e ne ’l divin silenzio più gran dolcezza piovono.

Oh de le antiche iddie presente spirito! Non quivi un giorno, in libero d’erbe e di fior profondo letto, giacquero donne possenti e amarono?

Biancheggia entro le chete acque una statua, sommersa; le marmoree forme de ’l petto resupino, simili a chiusi fiori, emergono.

È Diana: così dorme da secoli. Ma pur, quando a le tiepide lunazioni estive i boschi odorano, si sveglia ella; ed il lucido

corpo piegando in arco alzasi. Tremano l’acque raggiate; e, attoniti in conspetto di tal forma, su’ margini non han li alberi fremito.

Alzasi lenta; e cresce come nuvola, come su da la tenebra crescea per l’arti de la maga tessala, porgendo la man nivea.

Da quel divino gesto attratti, vengono i cervi a lei con docile bramire, ed una siepe alta compongono. Gioisce a lo spettacolo

di tanta preda il cuore de la vergine cacciatrice. – Oh lietissime stragi sonanti lungo i fiumi patrii! – ripensa ella; e sommergesi.