Versos Italian Gabriele D'Annunzio Il Fiume

Italian poem

Il Fiume

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I.

Quando lungo il selvaggio fiume la mia signora navigava, a l'aurora, con pomposo equipaggio,

si faceva canora la riva a 'l suo passaggio e li uccelli di maggio volavan su la prora.

Scendevano i tappeti, di color rosso e giallo, ne l'acqua di turchese.

E i galanti roseti salutavano il gallo dipinto su 'l palvese.

II.

Per virtù de' miei canti emergevan da l'onda amorosa e feconda mille fiori odoranti;

e la signora bionda da' grandi occhi stellanti arrideva alli incanti, con voluttà profonda.

Prendeano singolare forma ne 'l dubbio lume alti i pioppi d'argento

e parean s'abbracciare giù ne 'l letto de 'l fiume, co 'l favore de 'l vento.

III.

Sorgean quindi, nutrite da 'l padre fiume, vive selve lungo le rive e s'aprian ne 'l ciel mite.

Da le sedi native le ninfe sbigottite correvano inseguite, candide fuggitive.

E pe' i recessi impervi de i divini soggiorni, ne 'l silenzio divino,

bramivan come cervi li egìpani, bicorni iddii da 'l piè caprino.

IV.

La bianca dama il ciglio con la man, dolcemente, schermìa da la nascente forza de 'l sol vermiglio

e l'altra man pendente, simile a un molle giglio, tenea fuor de 'l naviglio entro l'acqua corrente.

E nulla era più bello e leggiadro de l'atto ch'ella facea, tra i raggi,

cogliendo un ramoscello o un gran fiore scarlatto da li argini selvaggi.

V.

Quando a terra posava ella il suo piè ducale, la selva fluviale tutta in fiore cantava.

Saliva il nuziale inno a l'ospite flava; e a 'l tuono era la cava selva una catedrale.

Io, piegando i ginocchi, dicea:--Bionda signora, un servo, ecco, si prostra.

Ella chinava li occhi, bella come l'aurora, e dicea:--Sono vostra.