Italian poem
Il nome
IL NOME.
D
dicesi, un sentier breve per discendere all’Ade avaro, alle tenarie fauci; sì che i natìi non ponean nella bocca dei loro morti il prezzo del tragitto infernale, l’obolo tenebroso pel nocchier dello Stige. Ed ebbe anco il tuo nome la figlia della grande Elena, il fior di Sparta bianco, il sangue di Leda splendido come l’oro, la nata di colei che brillò su la terra come un’altra Stagione, delizia innumerevole, face e specchio di Venere, piaga del combattente. Ermione, Ermione dalla voce sorgevole e talora virente quasi tra capelvenere acqua ombrosa, dagli occhi nutriti di bellezza
e di frescura, nati gemelli della Grazia e del Sogno, Ermione cara all’aedo, esperta in tesser la ghirlanda e la lode pel fertile aedo che ti sazia di melodìa selvaggia, il tuo nome mi piace tuttavia come un grappolo, come quel flauto roco che a sera è nel cespuglio, mi piace come un grappolo d’uva nera il tuo nome, come il fiore del croco e la pioggia di luglio.