Italian poem
In un mattino di primavera
Era il mattino. Un grave sopore teneva la donna misera; su’l guanciale pallido men di lei.
Fredda, composta, immota, parea profondata nel sonno ultimo, ne la pace ultima, su la bara.
Alito non s’udiva. Parea che le labbra premute fossero da la Morte, tanto eran chiuse e pure.—
Non ti destare, non ti destare — pregai nel segreto cuore — se vuoi ch’io t’ami! Sieno per sempre chiuse
queste tue labbra; e ancora, ancora saranno divine. Ritroverò per queste labbra i sovrani baci.
Ritroverò la mia più lenta carezza per questa fronte che amai, per queste gote che amai, per queste
pàlpebre al fin su ’l tuo dolce insostenibile sguardo chiuse; e per queste chiuse labbra i sovrani baci!