Italian poem
Inanis impetus
Per trovar te la triste alma si strugge vanamente, sentendosi perire, che da le piaghe l’inimico sire con labbra molli ogni virili le sugge.
Ma, ecco, prende un subitano ardire e da la stretta de ’l nemico fugge, lo l’odo, ne ’l profondo cor, che rugge rinfocolando alfin tutte sue ire.
— Orsù, voi tutti, o spiriti, in coorte sorgete da l’angoscia che vi prostra! L’ultima nobiltà qui si dimostra. —
Impeto vano; che il nemico accorte tragge saette a la suprema giostra da ’l dolce riso de la donna nostra.