Versos Italian Gabriele D'Annunzio Initium

Italian poem

Initium

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Come son dolci, o Nemesi, i raggi de ’l sol di settembre! Piovon su’ nostri giovini volti si come baci di un dio, ed a ’l sangue tepori suavi ed a’ bei grappoli

tinte rubenti dànno. Non senti per l’aria fluire le inebrianti ambrosie, segno de ’l nume, o Nemesi? o Nemesi bianca, da’ neri capelli, da’ nerissimi

occhi, o simile ad Ebe!… S’arrampican lente pe’ colli le vigne con le flèssili braccia, lussurïando a la luce; di sopra ampio ride il ciel di lapislazuli;

di sotto, ne la valle, gli agricoli validi urgendo, van molte coppie candide di bovi, e a ’l sole rubano vive scintille gli aratri, e sale su da l’umide

glebe smosse un odore di salvia co’ fumi lïevi, e qua e là con ultima pompa gli alberi cantan la gamma de ’l verde sonora. Che divino silenzio

suasor di piacere!… Vogliamo le tempia pulsanti di pampini ricingerci e inïziar la festa selvaggia de ’l padre Lieo con un amplesso, o Nemesi?