Italian poem
La Vendemmia
Prema co 'l pié gagliardo un giovinetto, entro il tino di quercia, le capaci sacca ricolme d'uva succulenta; ed all'urto gli scorra il mosto in rivi.
Poggiato ad una verde asta silvana, ei moderi co 'l suo canto l'alterno salto de' piedi; e sia composto, quale è Dïonigi nel buon marmo acheo.
Gli ridano le membra, temperate di grazia e di vigore, agili in ritmo. Appariscano a fior del suo torace adolescente i fieri archi dell'ossa,
come a studio segnati da preclaro artefice; e le braccia al busto inserte nitidamente sieno e nerborose come d'atleta al disco esercitato;
e le gambe in lor moti abbian la maschia venustà della forma e la lunghezza quasi fluente, che alli Antichi nostri in tele e in marmi assai furono care.
Vengan d'in torno le fanciulle al tino da le prossime vigne, con canestri di grappoli in su 'l capo; e faccian coro, quali un dì le canéfore in Atene.
Fluiscano, di sotto alle calcagna imporporate del vendemmiatore, larghi rivi di mosto; e liberale sia di gioia a l'umana opera il Sole.