Italian poem
Melusina
Guarda, assisa, la vaga Melusina, tenendo il capo tra le ceree mani, la Luna in arco da’ boschi lontani salir vermiglia il ciel di Palestina.
Da l’alto de la torre saracina, ella sogna il destin de’ Lusignani; e innanzi a ’l tristo rosseggiar de’ piani, sente de ’l suo finir l’ora vicina.
Già già, viscida e lunga, ella le braccia vede coprirsi di pallida squama, le braccia che fiorían sì dolcemente.
Scintilla inrigidita la sua faccia e bilingue la sua bocca in van chiama poi che a ’l cuor giunge il freddo de ’l serpente.