Italian poem
Sera Su I Colli D'Alba
Oh, su la terra albana, bontà de la pioggia recente! Grande è la sera; accoglie grandi respiri il cielo.
Umido il ciel s'inarca su 'l piano a cui s'abbandona lento il declivio. Ride l'ultime nubi in fuga,
l'ultime nubi, trame leggère che passa la luna èsile trascorrendo come una spola d'oro.
Compie l'aerea spola un'opra silente. Nel folto celasi; risfavilla di tra le fila rare.
Muta la segue in alto la donna pensosa, con occhi puri, che guardan oltre: — oltre la vita, in vano!
Quale desío la tiene? Qual nuovo pensiero, qual sogno su dal pallor notturno de la sua fronte sale?
Tenue Luna, o amante dolcissima d'Endimione; cielo di perla effuso, pallido men di lei;
cielo che spandi al piano una neve impalpabile (come placidamente cade sopra le arboree cime!);
tu, mar Tirreno, o letto remoto del Giorno (per l'aria fanno gli odor terrestri altro invisibil mare);
Espero, e tu, o lungi ridente pupilla; e voi, larghi paschi ove grandeggiando sazio s'attarda il bue;
torme d'olivi, e voi con braccia protese a la sera, bianche nel bianco lume, religïose; e voi
tutte, apparenze de la divina Bellezza ne' puri occhi, non mi rapite l'anima sua; ma fate,
s'io v'adorai, ma fate che l'anima sua forse stanca volgasi a me, piangendo, con infinito amore!