Italian poem
Ovunque giri il popolo si lagna
by Gabriele Rossetti (1783–1854)
Ovunque giri, il popolo si lagna Di fame estenuato e di dolore, Tal che il Lazio le Marche e la Romagna Sclaman con voci ch’escono dal core — Lascia lascia il vincastro e la degagna, Non esser più pastor nè pescatore; E a far fiorir la squallida campagna Prendi l’ufficio ormai d’agricoltore. Non vedi dilagar gl’impervii fiumi? Col farvi i ponti a meritar t’affretta Il nome di pontefice che assumi. Chè, se segui a regnar del mondo a danno, O il titolo di papa non ti spetta, O noi pur griderem — Pap’è Satanno! —