Italian poem
Là su nel ciel, i cui superni regni
Là su nel ciel, i cui superni regni Del Tempo sdegni guerreggiar non sanno, Città ne aspetta; nè temuto affanno Ha tanto ardir, che ivi d’entrar s’ingegni, Nè lacrimosa sorte È forte sì, che osi appressar le porte. Di crisolito, e di giacinto sponda Ben la circonda, desïabil muro! Le vie coperte d’ametisto, e puro Fiume d’elettro, e di bell’ôr l’inonda; Ed a mirarsi care Di chiare luci ha per suo giorno un mare. Ivi di casta e d’innocente face Fiamma vivace va vibrando Amore, Ivi raggira il piè, tranquilla il core, Cinta d’olivo il crin l’inclita Pace; E nel gaudio del petto L’aspetto rasserena ivi il diletto. Su bella cetra ora veloci or lente Ei fa sovente passeggiar le dita, E quando delle corde il suono invita A temprar corde, ed a cantar la mente, Al Santo alto de’ Santi I canti volge, e ne rimembra i vanti. Che dagli abissi in atro orror sommerso Fe’ l’universo sollevarsi adorno; Chc a ferini poli fe’ girare intorno Il ciel di stelle e di bei rai cosperso; Che fe’ spumoso il seno, E freno pose all’oceán non meno. Appena il disse, che sul proprio pondo Contro del mondo si posò la Terra; E ciò che in lei forma vestigio, ed erra, E ciò che guizza per lo mar profondo, E ciò ch’è in ciel beato Ha stato sol, perchè da Dio gli è dato. Ei dice; e di sua bocca ogni parola Cinta sen vola di virtude eterna: Virtù, che trapassando al cor s’interna, Ed infallibilmente altrui consola: Fortunata Cittate, Beate l’alme colassù traslate. E pur da rio pensier quanti traditi, O sbigottiti dall’altier vïaggio, Sommergono in obblio l’almo retaggio, Che tiene in sua ragion beni infiniti? Ma via lunge da questi Premesti tu, Lucia, l’orme celesti. Per la strada del ciel dolci gli affanni Sul fior degli anni ti sembraro ognora, Nè dal dritto cammin ti trasser fuora Unqua d’Amore i lusinghieri inganni; Che dentro il cor divoto Il voto così bel serbasti immoto. E quando i mostri inferni a tuo martire Armaro l’ire del Romano orgoglio, Allor tu come selce, e come scoglio Contra l’asprezza del crudel ferire, E di gran sangue tinta, Non vinta no, ma rimanesti estinta.