Italian poem
Poichè il fervido suon de' miei lamenti
Poichè il fervido suon de’ miei lamenti Hanno d’Europa i cavalieri a scherno, E quasi nebbia sollevata il verno Portanlo attorno, e ne fan giuoco i venti: Musa, che sacra fra le stelle ardenti Spargi d’alta letizia il ciel superno, Sgombra tu col valor del canto eterno, Deh sgombra il gel dell’indurate menti. Veggano i re, cui della Croce il segno Sacrasi in fronte; e nella sorte infesta Per lei son osi ad impetrar conforto: Veggano se mirar senza disdegno Il superbo Ottoman, che la calpesta, Sia quasi dir, ch’ella s’adori a torto.