Italian poem
A Messer Cante Gabrielli da Gubbio
Molto mi meraviglio, o messer Cante, Podestà venerando e cavaliero, Non v’abbia Italia ancor piantato intiero In marmo di Carrara e dritto stante
Sur una piazza, ove al bel ceffo austero Vostro passeggi il popolo davante, O primo, o solo ispirator di Dante, Quando ladro il dannaste e barattiero.
I ceppi per a lui la man tagliare Voi tenevate presti; ei ne l’inferno Scampò, gloria e vendetta a ricercare.
Spongon or birri e frati il suo quaderno, E quel povero veltro ha un bel da fare A cacciar per la chiesa e pe ’l governo.