Italian poem
Funere mersit acerbo
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O tu che dormi là su la fiorita Collina tósca, e ti sta il padre a canto; Non hai tra l’erbe del sepolcro udita Pur ora una gentil voce di pianto?
È il fanciulletto mio, che a la romita Tua porta batte: ei che nel grande e santo Nome te rinnovava, anch’ei la vita Fugge, o fratel, che a te fu amara tanto.
Ahi no! giocava per le pinte aiole, E arriso pur di visïon leggiadre L’ombra l’avvolse, ed a le fredde e sole
Vostre rive lo spinse. Oh, giú ne l’adre Sedi accoglilo tu, ché al dolce sole Ei volge il capo ed a chiamar la madre.
Also available with a spoken translation into English in the reader.