Italian poem
Non son quell'io che già d'amiche cene
Non son quell’io che già d’amiche cene Destai la gioia tra’ bicchier spumanti. Torpe la mente irrigidita, e piene D’amaro tedio stan l’ore cessanti.
Ira è che il viver mio fero sostiene Sol una, e il cor con sue tede fumanti M’arde e depreda. O miei verd’anni, o spene Mia che mi giaci, ahi già sfiorita, innanti!
Anche del caro imaginar la brama Al tempo m’abbandona; e resta, immane Muto fantasma, intorno a me, la vita.
Ma un’ombra io sento che il mio nome chiama, E duolsi a me che sola ella rimane, E di là da le quete onde m’invita.