Versos Italian Giosuè Carducci Roma o morte

Italian poem

Roma o morte

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. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Qual voce da i fatali Tuoi colli, o Roma, un sacro eco rintona D’editto consolar sopra le genti? I sepolti immortali Luminosi di tutta la persona Che sorgono a chiamar da i monumenti? O madre alma, o parenti Del popol nostro, in su ’l bimare lido, Ovunque il sol d’itala vita accende A’ petti una scintilla, Ogni man chiede l’armi al vostro grido, Ogni cuor batte procelloso, splende Di lacrime e furore ogni pupilla, E gloria e morte ogni desio sfavilla.

L’udí pria l’aspettante Di Caprera leon: con un ruggito Fiutando la battaglia alzò la testa, E saltò fuor. Le sante Ombre accorrendo al dittator romito Lo circondâr con rombo di tempesta. E già l’inclita gesta Prende ogni mente giovanil: chiamare Novellamente pare Giú da Marsala un lieto suon di tromba Sparso a gl’itali venti. I pii vecchi lasciâr, le donne care; E te Roma cercando od una tomba, Tentan con man le piaghe ancora ardenti Sotto il saio vermiglio, e van fidenti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .