Versos Italian Giovan Francesco Maia Materdona Vedi, non che cader, precipitare

Italian poem

Vedi, non che cader, precipitare

by (1590–1649)

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Vedi, non che cader, precipitare piogge d’immensi umor quasi d’un cielo, che ne pungono il cor di dolce telo, agli orecchi sonore, agli occhi chiare. Liquida è l’onda e pur gelata appare, né di lassú trabocca altro che gelo; poi se ne forma un curvo e crespo velo, che si frange in sui marmi e cangia in mare. Vedi quel mar di quante spume abonda; par che bolla anco il giel, fumi e faville par che surgano ancor da gelid’onda. Vedi come concordi anco le stille, a l’armonia di quegli umor gioconda, ballano a cento a cento, a mille a mille.