Italian poem
Sonetto
Alza la greve mazza il Fabro, e dà Colpi sovra l'acciar spessi così, Che il Ciel rimbomba; indi cimier ne fa, O arma, che regga a' colpi ostili un dì;
Che se ivi l'opra accalorando sta, E il petto poi di quell'acciar coprì, Intrepido alla pugna il Guerrier va, Perchè sa di qual tempra armi vestì.
Imperturbabilmente sosterrò Anch'io gli avversi colpi, e contro me S'armi fortuna rea, quanto più può;
Che il duro Creditor de' Giulj tre Ogni male a soffrir già m'avvezzò, Colle molestie, che tutt'or mi diè.