Italian poem
Sonetto
A un Pittor, dissi un giorno: Io vò da te, Se valent'Uomo, e buon Pittor sei tu, Ritratto tal, che rappresenti a me La faccia, che più brutta al mondo fu;
Ei figure bruttissime mi fe Cogli occchi in fuor, col naso torto in su; Nè sodisfarmi unqua potèo, benchè Deformi fosser, qual Tersite, e più.
Ma finalmente al natural così Il Creditore mio delineò, Che vivo mi parea vederlo lì.
Nel mirar quel mostaccio, allora sì, Bravo, dissi, o Pittor: di più non vò; La più brutta figura eccola quì.