Italian poem
Sonetto
Mentre l'Eco mi chiede i Giulj tre, Nè veggo alcun, che istanza tal mi fa, Incerto è il mio pensier; se verità O se stimarsi illusion si de'.
Scuotendo il dubbio poi, dico: se in me Reale impression formando va, Se alcun difetto il senso mio non ha, Illusion fantastica non è.
Indi pur sieguo a ragionar: se quì Alcun non v'è, che voce tal formò, Chi potè mai formarla, o d'onde uscì?
Ma veggo alfin, che origine io le do Co' miei lamenti, e da per me così Il mio cordoglio alimentando vo.