Italian poem
Sonetto
Ascolta, o Creditor de' Giulj tre, Quanto ingiusta è la tua importunità, Non sol le umane leggi, e l'equità: Ma le divine ancor parlan per me:
Poichè nell'Esodo una Legge v'è, Che vieta si usi troppa assiduità, Contro chi modo da pagar non ha, Scritta di proprio pugno da Mosè.
Il capo ventidue ricerca lì, E al verso venticinque osserva un po', Se quel Legislator parla così.
Chi danari al mio Popolo prestò, Importuno esattor e notte, e dì Non lo tormenti, se pagar non può.