Italian poem
Quel, che maligno a sì funesta sera
by Giovanni Battista Cotta (1668–1738)
Quel, che maligno a sì funesta sera Trasse del Mondo i lieti giorni e fausti, M’ingombra il cor d’atri pensieri infausti, E addita a me de’ falli miei la schiera. Alto poi grida: O miser uom, dispera, Già tutt’i fonti hai di pietade esausti; Nè per lacrime, o preghi, od olocausti Fia mai, che tolga l’empia macchia e nera. Odi, Padre del Ciel, dal soglio eterno La rea bestemmia, e ad immortal tuo vanto Forte confondi il mentitor d’Averno. Che più non speri! Ah vuo’ sperar fin tanto Ch’io vivo. E quando mai prendesti a scherno Del Figlio il sangue, e de’ Mortali il pianto?