Italian poem
Ohimè, che uscio lo spaventoso arresto
by Giovanni Battista Cotta (1668–1738)
Ohimè, che uscìo lo spaventoso arresto Dall’implacabil Giudice superno: Già veggio il nero auriga, ed il funesto Carro di Morte, e spalancarsi Averno. Già i Rei, di tromba al rauco suono e mesto Son strascinati al duro incendio eterno: Giuoco feral di quel reo Spirto è questo, Che fa de’ corpi lor crudo governo. Quindi il collo, le mani, e i piedi avvinti Piombano in quelle oscure chiostre orrende D’alta ignominia, e di squallor dipinti. E ’l carro in giù precipitoso scende, E gli urta, e porta agli ultimi recinti, Dove penosa Eternità gli attende.