Italian poem
CCIII (CUrzio, colui che in cento modi…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
CUrzio, colui che in cento modi e cento Lacera il mio Poema, e mi fa strazio; Senza mostrarsi mai pago, nè sazio D’esercitare il critico talento, Dice in particolar, per quel che sento, ch’io vo lontano un troppo lungo spazio Dal precetto poetico d’Orazio, Che danna il cominciar dal nascimento. Or io sentita questa opposizione, Punto non la contrasto, anzi l’approvo, Con dir, ch’egli ha grandissima ragione; Poichè per verità, mentre mi trovo D’averlo incominciato da C.... E’ sempre ver, ch’ho incominciato ab Ovo.
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