Versos Italian Giovanni Francesco Lazzarelli CCV (IO stupisco, strabilio, e mi confondo…)

Italian poem

CCV (IO stupisco, strabilio, e mi confondo…)

by (1621–1693)

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IO stupisco, strabilio, e mi confondo Non men da quel, che fea Sant’Agostino Mirando ciò, che per voler divino Fa la Madre Natura in questo Mondo. Figlio di picciol seme, uscir dal fondo Del suol rimiro, esempli grazia, un Pino; Poscia il vedo che fatto al Ciel vicino, D’altri cento grand’Arbori è fecondo. Se poi mi volgo a esaminar gl’insetti, Dallo sterco d’un Bue veggio creati Un milion di neri animaletti; Ma che stupir di somiglianti effetti, S’anch’io qui mostro per mia man cavati Da un sol C.... ducento, e più Sonetti.