Italian poem
CCLXXXII (MOrì D. Ciccio, e libero, e…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
MOrì D. Ciccio, e libero, e spedito Lo spirto suo fè subito ritorno Colmo di gloria, e di gran merti adorno A l’empirea Magione, ond’era uscito. Or mentre i Dei con giubilo infinito Lieti gli fean mille accoglienze intorno, Volle Saturno anch’ei mostrar quel giorno Quanto a lui fosse il venir suo gradito, E disse lor — Se ben festosi, e gai Brillar di gioja, e sfavillare io veggio Per la costui venuta i vostri rai, Io però più di voi goder ne deggio, Mentre dei due C.... che mi strappai Oggi qui finalmente un ne riveggio.
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