Versos Italian Giovanni Francesco Lazzarelli CCLXXX (SAntucci, ahi che pur troppo invido…)

Italian poem

CCLXXX (SAntucci, ahi che pur troppo invido…)

by (1621–1693)

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SAntucci, ahi che pur troppo invido il Fato S’adirò con D. Ciccio, e a terra il mise! Quello stame pur troppo al fin recise, Che di pel di C... era filato! Ma che pro? se col suo ferro spietato Così per tempo il traditor l’uccise, Io di lui poetando in varie guise Farò sì che rimanga immortalato. E già su la mia penna al Cielo il porto, Già da Lete il sottraggo, e redivivo Il fo tornar da l’Occidente a l’Orto. Tal pregio intanto a le mie carte ascrivo, C’ha più spirito in esse oggi, ch’è morto, Di quel, ch’avesse in se quando fu vivo.