Italian poem
A Giorgio navarco ellenico
S
Allora si volse il navarco, si volse a quel morto sussurro: e vide diritta nell’arco del fulgido azzurro, coi piedi su l’arce fatata, col capo nell’ombra serena, l’imagine astata di Pallade Athena.
ii
Dovunque tu vada, chiunque tu sia, va dentro la notte, tu sai la tua via, all’alba, alla morte, alla gloria: sei re! Caduta? Servaggio? Fu voce non vera, fu sogno d’infermi. L’acropoli è intera! Le navi di Mycale io porto su me! —