Italian poem
La notte dei morti
La casa è serrata; ma desta: ne fuma alla luna il camino. Non filano o torcono: è festa.
Scoppietta il castagno, il paiolo borbotta. Sul desco c’è il vino, cui spilla il capoccio da solo.
In tanto essi pregano al lume del fuoco: via via la corteccia schizza arida.... Mormora il fiume
con rotto fragore di breccia....
È forse (io non odo: non sento che il fiume passare, portare quel murmure al mare) d’un lento
vegliardo la tremula voce che intuona il rosario, e che pare che venga da sotto una croce,
da sotto un gran peso; da lunge. Quei poveri vecchi bisbigli sonora una romba raggiunge
col trillo dei figli de’ figli.
Oh! i morti! Pregarono anch’essi, la notte dei morti, per quelli che tacciono sotto i cipressi.
Passarono.... O cupo tinnito di squille dagli ermi castelli! o fiume dall’inno infinito!
Passarono.... Sopra la luna che tacita sembra che chiami, io vedo passare un velo, una
breve ombra, ma bianca, di sciami.