Italian poem
Volo di corvi
by Giovanni Prati (1814–1884)
M’esce un pensier dal capo, e fa sovente come il corvo dell’arca: al vento infido apre le penne, e, naufrago o fuggente chi sa per dove, piú non torna al nido. Mando un altro a cercarlo: ei mette un grido, e al par dilegua, e piú non se ne sente. Nel flutto immenso, o su l’immenso lido, anch’egli è morto, o di tornar si pente. Questi vani pensier, pallidi e torvi: senza subbietto, in veritá son pari a sinistro e infedel volo di corvi. Cadon nell’ombra; e, se a l’asil nativo, per caso, alcun di lor torna dai mari, non mi porta giammai fronda d’olivo.