Italian poem
Bella fabbra d'accenti
by Girolamo Fontanella (1605–1644)
Bella fabbra d’accenti, vaga culla del riso, ricca cella d’odor, pompa del viso, ingemmata prigion di cori ardenti, amoroso spiraglio onde odorato esce al foco de’ cor tepido fiato; arco tenero e bello, ch’hai di minuti avori le tue saette onde ferisci i cori; prezïoso d’amor nobil cancello, di corallo e di perle uscio lucente, pellegrina conchiglia, urna vivente; fresca rosa animata, che da gelo e d’arsura ti serbi intatta e ti mantien sicura; del palagio d’amor porta ingemmata, ove ai moti del cor l’aura di vita trova dolce l’entrar, dolce l’uscita; ricco e lucido chiostro, ove musiche intorno fan passeggio le Grazie ed han soggiorno; bel teatro gentil d’avorio e d’ostro, ove giostra la lingua e ardente e vaga con acuto parlar gli animi impiaga; odoroso giardino, ove ordiscono i favi gli Amoretti volanti, api soavi; puro fonte d’ambrosia aureo e divino, ove il fervido cor, pien d’allegrezza, assetato d’amor beve dolcezza; nova lancia d’Achille, che con colpi vitali ne le guerre d’amor gli animi assali, e traendo di gioia umide stille giovi poi se ferisci, e a le ferute con soave baciar porti salute; tu, fra i brevi confini di duo labbri giocondi, l’Arabia accogli e ’l paradiso ascondi; e con le chiavi di duo bei rubini apri il cielo agli amanti e in dolci calme fai lieti i cori e fai beate l’alme. Saggia e bella riprendi, persuadi ed alletti, e sai destare e dominar gli affetti; preghi, canti, lusinghi, ardi ed incendi e, con dolce facondia, alta e divina, fai de l’alme e de’ cor dolce rapina. Or ch’in rime ho tessuto la tua gloria e ’l tuo vanto, bocca bella e gentil, baciami intanto. Sia premio il bacio al mio cantar dovuto; la mercede a la bocca e ’l premio tocca, che lodò, che cantò te, bella bocca.