Italian poem
Verginella innocente in bianco velo
by Girolamo Fontanella (1605–1644)
Verginella innocente in bianco velo, miro pura donzella, tutta candida e bella, far de la sua beltá giudice il cielo; calca i fasti e le pompe e sembra umíle, in sua tenera etá, giglio d’aprile. Nel suo casto voler ferma ed immota, tronca il biondo tesoro e consacra quell’oro, Berenice novella, al ciel devota; e di Cristo imitando il regio crine, la sua tenera fronte orna di spine. Veste candida lana e bianco lino, che si ritorce in onda cosí pura e gioconda, che somiglia in candor terso armellino; e ben dovea chi di colomba ha il core, di colomba vestir l’almo candore. Serba il sacro silenzio i muti nodi in quel labbro modesto; ma poi libero e presto l’apre, dando al suo sposo inni di lodi; serve con libertá signore immenso, signoreggia le voglie e doma il senso. Dentro spine di ferro intatta rosa, ha del mondo vittoria; di sua fuga si gloria, poggia sopra le stelle e in terra posa; con devota umiltá china i ginocchi e la mente inalzando abbassa gli occhi. Prigioniera, a la terra invia piú franca la sua candida mente; bella, casta, innocente, alba sembra a la gonna intatta e bianca; e mentre di pietá raggi sfavilla, di sue lagrime pie rugiade stilla. O felici serragli, o sacre mura, che chiudete e serrate quel tesor di beltate, quella gemma d’onor sí tersa e pura; riverente a voi giro i lumi e i passi, vi saluto con gli occhi e bacio i sassi. E tu d’opra sí pia, signor, ben pago, godi d’aver produtto sí generoso frutto, che serba fior di puritá sí vago; deh, se paterno amor ti punge il petto, mostra che ’n ciò sai dominar l’affetto. — Padre — par ch’ella dica, — oggi m’ascondo dentro un’angusta cella, per fuggir la procella del tempestoso ed agitato mondo. «Ben mostra per salvarsi animo accorto «chi fugge la tempesta e corre al porto». —