Italian poem
Stavasi Amore, quasi in suo regno assiso
by Girolamo Gigli (1660–1722)
Stavasi Amore, quasi in suo regno assiso Nel seren di due luci ardenti ed alme, Mille famose insegne, e mille palme Spiegando, in un sereno e chiaro viso. Quando rivolto a me, che intento e fiso Mirava le sue ricche e care salme, Or canta, disse, come i cuori e l’Alme, E ’l tuo medesmo ancora abbia conquiso. Nè s’oda risonar l’arme di Marte La voce tua; ma l’alta, e chiara gloria, E i divin pregi nostri e di costei: Così addivine, che nell’altrui vittoria Canti mia servitude e i lacci miei, E tessa degli affanni issorie in carte.